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The Wolf of Card Street 2: Collectit Settembre 2026

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The Wolf of Card Street 2: Collectit Settembre 2026

· di Soma (Pietro)

Ebbene sì, come promesso l'abbiamo rifatto.

Alle 6:50 della mattina di sabato 19 settembre ero in macchina con il Sommo, diretti al Collectit. E lasciatevelo dire: tronfi dell'esperienza del CardPro ci sentivamo già i fieraioli ufficiali dell'hinterland milanese.

Però c'è da fare una premessa doverosa: questo Collectit è stata un'esperienza molto diversa dal CardPro d'inizio mese, con un proprio mix di difficoltà specifiche e inaspettate. È stata infatti una vera maratona di dodici ore filate, con un grande focus sulle carte collezionabili sportive, che rubavano gran parte del pubblico presente.

Ed ecco la storia di come noi, veri Rocky del cartone scintillante, abbiamo provato a resistere fino all'ultima battuta dell'evento, sbagliando, cadendo, ma in qualche modo rialzandoci e arrivando alla quindicesima ripresa del match.

Pugni incassati e un inizio al rallentatore

Inizio premettendo che noi non eravamo in una chiesetta a combattere per pochi spicci, ma in un angolino di un enorme magazzino, dispersi in una folla di centinaia di espositori. Ecco perché la location non ci ha aiutati granché: eravamo posizionati proprio ai margini, e infatti per le prime due ore di evento mi chiedevo se avremmo anche solo venduto qualcosa.

Sì, il pubblico più mattutino era pressoché esclusivamente interessato allo sport: NBA, Wrestling, Calcio. È un mercato estremamente vasto e lucrativo, e vedere tutto l'interesse che genera con i miei occhi, da ignorante in materia, è stato… illuminante?

Condividevamo la posizione con dei ragazzi specializzati proprio in queste carte, che sono stati molto sorpresi dal volume delle vendite totalizzate.

Pochi metri più indietro c'era poi un banchetto che di carte non ne aveva nemmeno una, ma che, appena sono entrati i primi clienti, è stato letteralmente assalito. Vendeva articoli sportivi, magliette firmate e scarpe da calcio, a volte singolarmente, a volte in formato mystery box.

Ragazzi… guardandoli vendere tutto quello che hanno venduto, abbiamo davvero pensato di cambiare nicchia.

Anche perché per quanto riguarda noi — con le nostre One Piece, Pokémon, Cyberpunk TCG (in anteprima, fresco dal Kickstarter) e tutta la compagnia — non abbiamo ricevuto molti sguardi.

E quando ti svegli alle 5 del mattino per caricare tutto il tuo inventario e allestire in orario, non vendere niente per ore è chiaramente demoralizzante.

Ma, come avremmo presto scoperto, il fervore era semplicemente concentrato in altre zone. Presto avremmo avuto anche noi il nostro momento per entrare in azione.

Mangia fulmini e caga saette: Never Give Up

E infatti, con la giusta dose di pazienza, il vento ha iniziato a girare portandosi dietro i primi sguardi in vetrina, le prime parole scambiate, le prime magliette con Gengar e Luffy in mezzo alla folla.

Che gli appassionati di Nerdanza si alzino semplicemente più tardi? Non li biasimo.

Comunque noi di fulmini ne abbiamo mangiati. Abbiamo ritirato un'Akali autografata dal gioco Riftbound: una carta che, se bazzicate il settore, sapete valere qualche migliaio di euro. Potete darle un'occhiata sul nostro sito (una perla assoluta).

Rimanendo in tema ritiri, stiamo usando le fiere per assorbire un po' di Pokémon, sia Vintage che Modern. Il sealed di Pokémon è davvero difficile da recuperare in questo periodo, e quale luogo migliore di una fiera per fare qualche affare?

E tu potrai dire: "Tutto molto bello, ma non eravate lì per vendere?"

Che per tornare in tema Rocky potremmo riformulare con: "Le saette le abbiamo cagate?"

Qualcuna sì, ma probabilmente non come ti aspetti.

Ad esempio, io ne ho cagata una bella grossa quando mi è arrivato tra le mani, per una valutazione, un quadernone con tre pagine piene di Dual Lands — se giochi a Magic sai di cosa parlo — a bordo nero. Le Dual Lands più Mint che abbia mai visto. Splendide.

Per quanto mi sarebbe piaciuto fare un'offerta, non credo sarebbero state le carte giuste per noi. Magic Vintage non lo trattiamo, non siamo posizionati a dovere, e sarebbe semplicemente stato un investimento eccessivo per PCE in questo momento.

E per quanto riguarda i ritiri goduriosi mancati, faccio un particolare saluto al ragazzo con lo Stardust Dragon Ghost Rare che gli aveva regalato l'amico.

Sì, quello Stardust Dragon, carta da diverse centinaia di euro in quelle condizioni. Regalato. Esistono davvero amici così?

Se non la conosci, ti dico solo che era una carta a dir poco leggendaria quando ero un ragazzo, forse tra le più iconiche mai stampate in Yu-Gi-Oh!.

Ma a PCE non interessa granché dei nostri sentimenti adolescenziali che tornano a galla. Infatti, non trattando il gioco in nessuna forma, con una buona dose di malincuore abbiamo dovuto desistere dal ritirare lo Stardust.

Magari, in futuro…

Ma arriviamo finalmente al momento in cui facciamo la nostra prima grossa vendita. Sì, perché è andato il Lugia ritirato la scorsa fiera: un migliaio di euro di carta.

Abbiamo anche avuto il piacere di incontrare nuovamente il ragazzo di Gundam, ormai praticamente il nostro cliente abituale, che ha ritirato qualche altra carta alternativa che avevamo in inventario.

Una volta salutato, l'affluenza è scesa di nuovo. Tiro il fiato col Sommo e decidiamo di pranzare. Eravamo solo a metà giornata.

La quindicesima ripresa, il Gong delle 19

Ingozzatici con i panini portati da casa, eravamo subito pronti a tornare operativi.

Ed ecco che iniziamo a vendere anche One Piece: vanno principalmente le staple competitive, mentre non c'è stato grande interesse per le carte da collezione. Tutto sommato, One Piece ha performato al ribasso.

E Cyberpunk TCG, che eravamo gli unici in tutta la fiera ad avere?

Abbiamo venduto uno Starter Deck e forse due bustine. Prodotto quasi fermo. Non so se fosse la fiera sbagliata a cui portarlo, ma siamo rimasti molto sorpresi dal disinteresse.

Qualche Magic è stata venduta, come il Tom Bombadil Alternate Art de Lo Hobbit, o il Gleaming Splendor in versione Bookcover, sempre dallo stesso set. Lo Hobbit ha anche venduto le sue prime bustine. Due, per la precisione.

Non è stata una grande fiera per il sealed, già.

Quindi, tirando le somme, abbiamo venduto qualche migliaio di euro di merce, che hanno semplicemente ammortizzato i ritiri.

Non abbiamo fatturato molto, ma abbiamo fatto inventario. Speriamo di smaltire velocemente il tutto tramite CardTrader e Cardmarket: nel prossimo articolo vi dirò come andrà.

Ed ecco che arriviamo alle 18:30.

Dieci minuti che non vendiamo niente, attorno a noi un fervore di espositori che stanno ritirando la roba. Mi consulto col Sommo e decidiamo di iniziare a sbaraccare anche noi. Alle 19:00 precise siamo in macchina in direzione di casa.

Non mentirò: queste dodici ore in quel metaforico ring ci hanno abbastanza storditi, ma ci hanno anche dato una lezione importante. Forse la stessa che imparò Rocky sfasciandosi di botte contro Apollo Creed: l'arte del cartaro in fiera sta tutta nel saper incassare, adattarsi e ripartire.

Rimanete sintonizzati su Planet Card Express per scoprire se questa strategia dei ritiri porterà i suoi frutti con le vendite online.

Vi do appuntamento al CardPro del 17 ottobre: se trovate il tempo di venire, passate a fare un saluto!

Soma (Pietro)